
1998
Subito alla ribalta della corsa venne fuori lo svizzero Zülle che si rese protagonista al Lago Laceno e nella cronometro di Trieste. Pantani diede i primi segnali di recupero a Piancavallo, ma il giorno dopo lo svizzero lo surclassò nella cronometro. Nella tappa di Selva Valgardena però Pantani volò sul Fedaia e sul Sella e, pur insidiato da un volitivo Tonkov, si impadronì del Giro. Fu superlativo al Pian di Montecampione e si difese nella crono di Lugano, arrivando a Milano da trionfatore, precedendo Tonkov e Guerini.
Curiosità
Pantani, con la vittoria al Giro e con il trionfo a Parigi al termine del Tour, creò intorno al ciclismo un favorevole consenso che da anni, forse dai tempi di Coppi e Bartali, non si registrava. Ma il tempo stava per cambiare e la bufera era purtroppo alle porte.
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1999
I drammatici avvenimenti accaduti al Tour nel 1998 crearono allarme anche al Giro sul tema Epo. I controlli sanguigni furono intensificati ed in uno di questi a Madonna di Campiglio, prima della partenza della penultima tappa, i valori dell’ematocrito di Marco Pantani non risultarono a norma. Maglia Rosa e indiscusso dominatore del Giro fino a quel momento, Pantani fu fermato e la tappa regina del Giro, con Gavia e Mortirolo, si trasformò in un incubo. La tappa con arrivo all’Aprica fu vinta da Gotti, già secondo, che si aggiudicò la Maglia Rosa e la portò fino a Milano, dove si aggiudicò il Giro seguito da Savoldelli e Simoni.
Curiosità
Dopo l’allontanamento di Merckx al Giro del 1969, per la seconda volta la Gazzetta dello Sport si vide privata della Maglia Rosa per una questione di doping. Il Giro, partito con un entusiasmo eccezionale, vide passare in secondo piano le splendide imprese atletiche, per finire in un terribile turbinio di polemiche.
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2000
La corsa, dopo il trionfale Prologo attraverso le affollate strade di Roma e l’arrivo in Piazza San Pietro, vide una sorprendente vivacità dei concorrenti per tutta la prima settimana. All’Abetone Francesco Casagrande compì una straordinaria impresa, ma nella cronometro del Sestriere purtroppo la sua azione fu inferiore alle attese e Garzelli, che aveva già dimostrato di essere in gran forma, rovesciò la situazione vincendo il Giro davanti allo stesso Casagrande e a Simoni.
Curiosità
In questo Giro i gruppi sportivi diedero vita ad una protesta contro l’organizzazione, proibendo ai corridori di partecipare al protocollo di premiazione. La vera ragione del contendere era la ridistribuzione dei diritti televisivi se non la co-gestione dei diritti di immagine. Solo a Bibione, dopo dieci giorni di gara, si trovò una mediazione con l’aumento del rimborso spese alle squadre.
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2001
Il Giro si presentò all’appuntamento di Pescara con uno schieramento di altissimo valore, ma già nella seconda tappa perdette subito Francesco Casagrande, che, vittima di una caduta, lamentò una frattura ad un braccio. Dopo alcune tappe interlocutorie dominate dai velocisti, la corsa cominciò ad avere come tema dominante il confronto Frigo – Simoni, ma ad Alba Frigo fu allontanato dal Direttore Sportivo Ferretti perché in possesso di sostanze proibite e a Milano fu quindi Simoni a trionfare seguito dagli spagnoli Olano Manzano e Osa Ezaiguirre.
Curiosità
Il Giro affrontò a Sanremo uno dei momenti più tristi e delicati della sua storia. La sera del 6 giugno, verso le 22:00, oltre duecento Carabinieri dei NAS, raggiunsero le Squadre nei loro alberghi e iniziarono una perquisizione capillare nell’ambito della lotta al doping che durò fino a notte inoltrata. Al mattino i corridori minacciarono di interrompere il Giro e la tappa Imperia – S. Anna di Vinadio fu annullata.
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2002
Nel 2002 si partì da Gröningen e si toccarono inizialmente i sei paesi che con il Trattato di Roma (1957) avevano posto le basi dell’odierna Europa. La prima parte del Giro fu purtroppo all’insegna di colpi di scena legati al tema doping. Garzelli abbandonò a Caserta perché trovato positivo dopo la vittoria a Liegi e a Campobasso pure Simoni e Sgambelluri dovettero lasciare il Giro. Paolo Savoldelli conquistò la Maglia Rosa a Folgaria e la difese nella cronometro conclusiva da Monticello Brianza a Milano. Hamilton arrivò secondo e Caucchioli terzo.
Curiosità
La partenza da Gröningen avvenne in un tripudio di folla e identiche furono le accoglienze in Germania, Belgio e Lussemburgo. L’arrivo a Strasburgo fu poi il dovuto omaggio che il Giro fece alla città sede del Parlamento Europeo. In un Giro così caratterizzato dal tema doping, mosca bianca fu Francesco Casagrande che venne invece allontanato per un pugno ad un tifoso.
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2003
Dopo le disavventure legate al doping nel 2002, il Giro partì da Lecce, poi dal Salento si spinse fino a Catania e quindi risalì la Penisola, con una specie di festival per velocisti che dominarono la scena fino all’Appennino. Nella tappa di Faenza però Simoni, in attesa di riprendersi una rivincita dopo l’espulsione del 2002, si appropriò della Maglia Rosa legittimando il suo primato con due imprese eccezionali: lo Zoncolan e l’Alpe di Pampeago. La mantenne fino a Milano dove arrivò primo, seguito da Garzelli e Popovich.
Curiosità
Con le vittorie di Arezzo e Montecatini Cipollini superò il record delle vittorie di tappa, da oltre settanta anni detenuto da Alfredo Binda. Lungo i tornanti che portano alla cascata del Toce, Pantani, ormai alla sua ultima apparizione al Giro, tentò l’azione del riscatto, ma Simoni rispose con prontezza.
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2004
Nel 2004 il Giro partì da Genova, designata dall’Unione Europea “città dell’arte e della cultura”. Già nella 2° e 3° tappa con la vittoria di Cunego a Pontremoli e di Simoni al Corno alla Scale si avvertì che in casa Saeco c’era poca armonia, leitmotiv poi di tutto il Giro insieme alle ben 9 vittorie di tappa di Petacchi, dominatore assoluto nelle tappe pianeggianti. La svolta decisiva si ebbe nella tappa di Falzes, nella quale il giovane Cunego dimostrò di essere nettamente superiore e meritatamente si presentò da vincitore al traguardo finale di Milano in Corso Venezia, seguito da Honchar e Simoni.
Curiosità
Si fece un inedito sconfinamento in Istria, allo scopo di rafforzare il ritorno a un sentimento di italianità voluto anche dalla parte di origine croata, dopo che per tanti anni era stato osteggiato ed oppresso. L’accoglienza fu davvero amichevole e sincera.
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2005
Il Giro partì da Reggio Calabria che offrì il suo lungomare per la partenza. La carovana risalì con alterne vicende la penisola con Di Luca e Bettini a scambiarsi più volte la Maglia Rosa. Poi fu il turno di Basso che però perse il primato sullo Stelvio, vittima di un malore intestinale. L’incertezza si prolungò fino all’arrivo di Milano dove i primi 3 corridori arrivarono in soli 45 secondi di differenza: primo Savoldelli, poi Simoni e infine Rujano Guillen.
Curiosità
Nel prologo in notturna sul lungomare di Reggio Calabria, Mario Cipollini, detentore del record di vittorie di tappa, sfilò lungo i mille metri del percorso rivestito di una tuta completamente rosa, per dare il suo addio al Giro. Il Giro affrontò per la prima volta il Colle delle Finestre, che dei sedici chilometri di ascesa ne presentava otto di strada bianca. Fu un ritorno al ciclismo vecchia maniera che accese l’entusiasmo dei tifosi.
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2006
Per la seconda volta il Giro prese il via dal Belgio, esattamente dalla Vallonia, per ricordare la tragedia di Marcinelle dove trovarono la morte tanti emigranti italiani. Il cattivo tempo fu protagonista già dalle prime tappe, causando molte cadute tra cui anche Petacchi che riportò la frattura di un ginocchio. Con il ritorno in Italia Ivan Basso si lanciò verso un incontrastato dominio, ostacolato solamente da Leonardo Piepoli, vincitore di due tappe. A Milano arrivò primo Basso, secondo Gutierrez Cataluña e terzo Simoni.
Curiosità
La superiorità di Basso fu male accolta da chi lo riteneva oggetto di indagini federali, fortunatamente senza esiti spiacevoli. Negli ultimi giorni del Giro si fecero strada indiscrezioni su pratiche doping che riguardavano anche qualche uomo di vertice del Giro. Si era ormai alla vigilia di quella svolta nell’azione antidoping che fu indicata come “Operation Puerto” che dopo alcune settimane vide implicati tra gli altri Basso, Ullrich, Scarponi e Valverde.
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2007
Nell’ambito delle celebrazioni per il bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi, il Giro scelse di partire da Caprera per la sua 90° edizione. Dopo le tappe sarde il Giro proseguì verso Nord. Dalla tappa alpina di Briançon con il Colle dell’Agnello e l’Izoard, Danilo Di Luca conquistò la Maglia Rosa e la portò fino a Milano, contrastato unicamente da Simoni, Piepoli e Riccò. Il giovane Andy Schleck conquistò la Maglia Bianca, ritrovata dopo quasi venti anni e anche la 2° posizione finale, terzo fu Mazzoleni.
Curiosità
Il Giro purtroppo si chiuse tra i sospetti: Di Luca (Maglia Rosa), Petacchi (Maglia Ciclamino) e Piepoli (Maglia Verde) furono coinvolti nella spirale del doping. Di Luca alla vigilia del Giro 2008 fu liberato non dai sospetti ma dalle conseguenze di una condanna, Petacchi fu condannato nel 2008 a un anno di sospensione, alla squalifica dal Giro 2007 e la perdita dei risultati acquisiti. Piepoli, invece, tesserato presso la federazione monegasca, fu prosciolto.
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